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L’anno dei record per l’export trentino nella meccatronica e nell’agroalimentare

Data:
20 Giu 2022

Focus sui big dell’industria trentina e andamento complessivo dei distretti del triveneto

Con una crescita del +14.3% rispetto al 2020, le esportazioni dei distretti del Trentino-Alto Adige nel 2021 hanno superato i 5 miliardi di euro.
Nel monitor sui distretti industriali del Triveneto pubblicato da Intesa San Paolo per il IV trimestre 2021, emerge come l’agroalimentare e la meccatronica rappresentino i settori trainanti dell’export trentino. Una ripartenza da record che arriva dopo un 2020 anomalo e di incertezza diffusa, causata dai condizionamenti che la situazione pandemica ha generato sull’economia globale.
Le filiere agroalimentari del Trentino hanno recuperato e superato gli standard pre-pandemici.

La ripresa della meccatronica

Numeri interessanti arrivano dalla meccatronica trentina, le cui vendite all'estero nel 2021 hanno raggiunto 1,30 miliardi di euro, con un aumento del 7,4% sul 2019 e del 33% rispetto al 2020.
Il boom del settore deriva dalla crescita di macchine di impiego generale, in particolare dei macchinari utilizzati nell’agricoltura e dall’espansione dei mercati in Cina, nel Regno Unito, in Finlandia, in Germania, in Ungheria. A fine 2021, prima del conflitto, anche il mercato russo dava segnali di buona dinamicità con un +17,6% sul 2019.
La meccatronica italiana è un ambiente internazionale ad alto tasso di innovazione e un comparto solido, che ha dimostrato di reggere anche nelle situazioni di incertezza degli ultimi due anni. Ad oggi rappresenta un traino per l’economia italiana: le imprese meccatroniche del Paese sono oltre 51mila e occupano 980mila addetti, e nei territori dove il peso dell’export è maggiore, il valore aggiunto medio per impresa aumenta.
La sfida per il futuro del settore consiste nel colmare il mismatch tra domanda e offerta di profili tecnici e digitali, attraverso il dialogo costante tra industria, ricerca e università.

Il quadro generale per la Regione Trentino Alto- Adige

Tra i principali mercati di sbocco delle filiere trentine spiccano il Messico, il Belgio, gli Stati Uniti e la Cina.
Oltre alle mele e ai vini, nell’agroalimentare segnano un incremento positivo anche le spedizioni all’estero di marmellate e di succhi di frutta verso la Francia, il Belgio e la Spagna, seguiti dai salumi dell’Alto Adige. Il legno e l’arredamento altoatesino sono in crescita con 16 milioni di euro in più rispetto al 2019 grazie a Francia, Svizzera e Austria.
Buone notizie anche per il porfido della Val di Cembra che torna ai livelli pre-crisi, registrando il maggior numero di esportazioni in Belgio, Danimarca e Kuwait.

Il trend in crescita del triveneto e le sfide del 2022

L’export dei distretti del triveneto ha chiuso il 2021 sfiorando il record storico di 37 miliardi di euro, un dato che rappresenta più di un quarto del totale nazionale.
Ai 5 miliardi di esportazioni del Trentino- Alto Adige si aggiungono i 29 miliardi del Veneto e i 2,7 del Friuli Venezia Giulia.
Il IV trimestre 2021 ha visto quindi una forte ripresa delle spedizioni estere da parte delle imprese del Triveneto, con una crescita del 13% rispetto al 2020 e del 9,7% sul 2019. Gli Stati Uniti hanno rappresentato il mercato privilegiato, seguiti dall’Europa e dal Medio Oriente.

Ad oggi il conflitto russo-ucraino tende a rendere incerto lo scenario delle esportazioni verso la Russia e l’Ucraina, che rappresentano comunque una parte contenuta dell’export (2,6% del totale) del Triveneto e riguardano principalmente i settori del sistema casa e della metalmeccanica. L’esposizione dei distretti del Trentino-Alto Adige verso queste zone rimane contenuta e si attesta attorno al 1,5% dell’export totale della Regione.

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