innovazione

World Manufacturing Forum: il manifatturiero è cool e sexy

Data:
28 Set 2018

La principale sfida del settore manifatturiero? Trovare le competenze. Il gap di know-how generato dalla brusca accelerazione tecnologica innescata dalla digitalizzazione di processi e prodotti non è affatto un tema solo italiano. Si tratta in realtà di una preoccupazione condivisa a livello globale, come testimonia il primo report sulla manifattura presentato al World Manufacturing Forum, che si è concluso oggi a Cernobbio.

Tra le sfide identificate nel report, al primo posto vi è infatti il tema delle competenze. Solo negli Stati Uniti, per effetto della ridotta offerta di personale formato in modo adeguato, si stima ad esempio che nel 2030 vi saranno quasi otto milioni di posizioni “scoperte”, tradotte in un mancato output di 607 miliardi di dollari.

Il settore manifatturiero viene considerato motore di sviluppo (1 ora di lavoro genera 32 euro di valore aggiunto) e di inclusione, generatore di posti di lavoro di alta qualità, booster per innovazione e ricerca (con il 16% del valore aggiunto globale genera ben il 64% della spesa privata in ricerca). In sintesi, il miglior investimento possibile per uno sviluppo sostenibile e duraturo.

Il rapporto, risultato della collaborazione di oltre 30 esperti mondiali e della consultazione di più di 150 papers di policy, identifica una serie di sfide per l’industria del futuro: dalla scarsità di risorse e di energia alla iper-personalizzazione dei prodotti, dalla gestione efficiente dei dati alla loro protezione dall’equilibrio tra reti locali e globali di fornitura all’utilizzo di nuovi materiali.

Al primo posto, tuttavia, c’è il nodo delle competenze. Determinante, perché proprio le aree che nei prossimi anni sono viste generare i maggiori vantaggi competitivi per le imprese (robotica, analisi predittive, internet delle cose, sensoristica avanzata e big data, cyber security) sono quelle in cui è più evidente la scarsità del know-how.

Uno dei motivi per cui l’industria non riesce ad attrarre e a sviluppare un numero sufficiente di talenti è la percezione negativa di questa attività, lo scarso appeal della fabbrica tra i giovani. Occorre quindi lavorare come se si trattasse di un “brand” da rilanciare, operando su tutti i canali possibili: dalla scuola ai mezzi di comunicazione, impegnando la stessa industria nel rappresentare al meglio le proprie qualità.

Consapevole dell'importanza di preparare le nuove generazioni alle sfide derivanti dalla quarta rivoluzione industriale, Polo Meccatronica contribuisce a colmare il gap di competenze tecnologiche mettendo in rete le eccellenze del sistema trentino e innescando sinergie tra le scuole professionali, l'università, i centri di ricerca e le imprese del territorio per formare i professionisti del futuro.

Perchè se è vero che l'innovazione corre al ritmo di istruzione e formazione, va mostrato ai giovani che il manifatturiero è cool e sexy.

Leggi il report completo.